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29/06/2017Christian: una vita salvata dalla strada

Lasciamo spazio alle parole e alla storia di Christian per un "grazie" che ci fa davvero sorridere e un po‘ commuovere! 

 

Nelle sue parole:

 


Mi chiamo Christian. Vivevo sulla strada quando nel 2002 ho incontrato suor Elvira e i papà della fraternità Kizito. Sono stato accolto in una famiglia e ho cominciato ad andare a scuola, ma non avevo mai messo piede in una scuola prima. Stavo bene ma non avevo capito l’opportunità che mi era stata data e così, a volte, trattavo male la mamma adottiva, dicevo bugie e marinavo la scuola.

 La nuova vita mi dava, allo stesso tempo, sofferenza e gioia. Ho provocato tanto dolore a papà Gervais e mamma Frédérique ma loro non hanno mai smesso di amarmi e di accogliermi. Nel marzo 2007 uno dei miei amici di strada é morto, una sera in un ristorante, abbandonato da tutti. Questo dolore mi ha toccato profondamente. 

 

Noi, i ragazzi Kizito, abbiamo seppellito Willy e subito dopo abbiamo chiesto a suor Elvira di fare qualcosa per noi: noi che eravamo troppo grandi per essere bambini e troppo piccoli per essere uomini. Con papà Landry e papà Moise siamo andati dal Sindaco, con una lettera di raccomandazione ci ha inviato dal capo del villaggio di Wotoro, vicino a Berberati. Abbiamo ricevuto un appezzamento di terra, abbiamo cominciato a disboscare un pezzo di terra, a tracciare un sentiero in mezzo alla foresta e abbiamo costruito le prime due stanzette per dormire. Eravamo in dieci, dal 2007 ad oggi il Centro ha accolto centinaia di ragazzi e bambini, proprio come me. Dove vivo c’è la guerra. Per questo oggi il Centro accoglie trenta ragazzi che sono stati ufficialmente smobilitati dai gruppi armati del Paese. Qui hanno iniziato un percorso di presa di coscienza, in attesa di poter essere ricongiunti alla loro famiglia o in alternativa di inserirsi nuovamente nella società.

 

Abbiamo voluto dare il nome di «Sara mbi gaz o» al centro. Significa: Aiutami a diventare uomo - Aiutami a riuscire la mia vita. Dopo tre anni, sono diventato «papà educatore» e mi sono occupato dei più piccoli. Ho imparato a lavorare la terra e il legno, a cucire e costruire piccoli oggetti in paglia. Ho imparato a leggere e scrivere, anche se faccio ancora fatica ad esprimermi in Francese.

Da due anni vivo in città, a Berberati. Con l’aiuto di Kizito e della Fondazione Un Raggio di Luce mi sono procurato una Yaka (un terreno coltivabile) e una casa proprio vicino a quella dei miei genitori adottivi, ho trovato una ragazza, abbiamo da poco avuto il nostro primo figlio, ha 4 mesi ed é bellissimo. Eudoxie aveva già avuto un bambino con un uomo che l’ha subito abbandonata: anche quel bambino é mio figlio. Poi abbiamo accolto Cyril che viene da Bouar e così mi ritrovo già padre di tre bambini.

 

In certi momenti ho un po’ paura, ho ancora bisogno di aiuto per vivere in coppia e essere padre, ma la mia famiglia mi sta vicino come pure tutti gli altri papà e mamme della Fraternità Kizito e tutti gli amici della Fondazione Un Raggio di Luce.

Spero che tanti altri ragazzi possano avere la fortuna che ho avuto io e tornare ad essere bambini «normali» e crescere in una famiglia amorevole, come i bambini di tutto il mondo.

 

Grazie di cuore >>

 

Christian Houlvamoule Goris

Nel 2002, Christian è entrato a far parte della fraternità Kizito di suor Elvira Tutolo che la Fondazione Un Raggio di Luce sostiene da molti anni. Ora ha una sua famiglia, un lavoro ed è felice. È determinato ad andare avanti senza guardarsi indietro. Non è sempre stato così, però, e non ha sempre avuto questa determinazione e coraggio.

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